
Questione di Etichetta
L'etichetta è molto più di un obbligo legale: è un patto di trasparenza. Ecco come leggerla, in ordine di rilevanza:
1. Il Marchio: Fiducia e Responsabilità
La scelta di un vino parte dal marchio. È fondamentale preferire realtà che identifichino un produttore-viticoltore, ovvero chi "ci mette la faccia" curando direttamente i propri vigneti. Dal 1925, il marchio Marenco garantisce che dietro ogni bottiglia ci sia la nostra famiglia e il nostro territorio.
2. L'Imbottigliatore: Chi ha fatto il vino?
A garanzia del consumatore, l'indicazione dell'imbottigliatore è obbligatoria: un acronimo o un codice identificano spesso una private label (un progetto puramente commerciale). La dicitura "Prodotto e imbottigliato da…" indica che l'uva è stata vinificata nella medesima cantina dove è stata messa in bottiglia. Il massimo livello di garanzia è "Integralmente prodotto e imbottigliato da…": significa che anche l'uva proviene dalla stessa azienda agricola. È il caso dei vini Marenco, "All Estate Wines", prodotti esclusivamente dai vigneti di nostra proprietà tra Strevi e Nizza Monferrato per un controllo totale della filiera.
3. La Denominazione: il "Marchio Collettivo"
In Italia classifichiamo i vini per vitigno e territorio tramite le DOC e DOCG. Si tratta di marchi collettivi regolati dal disciplinare di produzione, un documento che stabilisce regole ferree: zona, vitigni ammessi, grado alcolico, rese e affinamento. La combinazione tra la denominazione e il produttore identifica lo stile specifico del vino.
4. Le Certificazioni: Verità oltre le Parole
Abbiamo scelto il regime 100% Biologico perché prevede che ogni pratica sia verificata da un ente terzo. Nonostante le sfide di annate difficili (come la piovosa 2024), continuiamo a rifiutare erbicidi e concimi chimici. Il logo Bio in etichetta certifica vini più sani, con il 30% di solfiti in meno e zero residui di pesticidi, a tutela di chi lavora nei vigneti e di chi consuma il vino.
5. Il Tenore Alcolico: Equilibrio oltre il Numero
È un'indicazione obbligatoria che esprime la percentuale di alcol in volume, ma la sua interpretazione cambia in base alla filosofia produttiva. L'armonia dei vini dolci: nei nostri Moscato d'Asti e Brachetto d'Acqui lo manteniamo basso, intorno al 5% vol., per preservare i profumi del vitigno, offrendo una dolcezza esclusivamente naturale. La struttura dei vini secchi: il grado varia solitamente tra i 12 e i 15 gradi. Il nostro consiglio è di non dare un peso eccessivo a questo numero: in un grande rosso o bianco secco ciò che conta davvero è l'equilibrio complessivo, la bevibilità e la pulizia del sorso.
L'etichetta è uno strumento utile, ma può influenzare il giudizio; per questo noi spesso assaggiamo i vini "alla cieca". Consultate pure i dati tecnici, ma valutate sempre in maniera soggettiva la piacevolezza che il calice vi regala. De Gustibus!



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